domenica 1 dicembre 2013

I post più esecrabili di facebook

Sono le 10.35 di una soleggiata domenica mattina e il tuo cervello, che già al massimo delle sue funzionalità fatica a comprendere qualsiasi cosa sia più complessa di istinti e pulsioni (già pulsioni fa fatica a capirlo perchè è una parola difficile), è ancora ottenebrato dal sonno e dagli stravizi della sera precedente. Il corpo sembra essere diventato un tutt'uno con il materasso e nulla, oltre alle piaghe da decubito, sembra avere il potere di farvi alzare dal letto. Ma in quell'idilliaco momento di pace col mondo e di identificazione con la natura, tu, uomo, ti riveli per quello che sei, un animale sociale.
Un'entità maligna attira la tua mano -no, l'alzabandiera mattutino non c'entra, purtroppo- e con le grinfie afferri lo smartphone le cui radiazioni hanno allegramente fatto compagnia ai tuoi sogni notturni. E apri facebook.
Da questo momento in poi si aprono due diversi sentieri:
  1. Sei una gnocca fotonica quindi ti attendono 26 notifiche e 12 richieste di amicizia accumulatesi in appena 8 ore.
  2. Sei un tizio normale e trovi una richiesta per Criminal Case e il commento di un'amica di tua mamma alla tua foto profilo.
Ma che tu sia una figa intergalattica o un quattrocchi con la barba a chiazze il tuo destino è già segnato.
Stai pigramente scorrendo la home quando lo vedi. E' lì che ti attende, paziente ed implacabile, pronto a ricordarti che la vita non è coperte e calduccio della domenica mattina. E' il post che uccide ogni tua buona intenzione, quello che ti fa ricordare che il lunedì è dietro l'angolo, quello che ti fa riveder il tuo giudizio sulla pena d morte, soprattutto se da te somministrata.
Questo fenomeno si presenta sotto varie forme, è un trasformista e assume l'aspetto che maggiormente ti indispone al momento:

6- Il video coi saluti: seriamente, chi ha una così grave carenza di affetto  da mettere mi piace per essere salutato in un video.
Reazione spontanea: noia. Seriamente, provate a guardarne uno. Il massimo della vita che potete trovare sta nella scollatura di quella che saluta che si piega in avanti per far vedere le tette. Perchè non ci sta nello schermo. Perchè la webcam del portatile NON si può spostare.
Consiglio strategico:

5- L'aggiornamento meteorologico: è un classico intramontabile, spesso supportato da relativa documentazione fotografica.
Reazione spontanea: violenza. Voglia di agguantare l'autore per la collottola, trascinarlo per i corridoi di casa e fare entrare in contatto la sua fronte con il vetro della finestra.
Consiglio strategico: capisco il raptus di follia ma non esagerare con la forza, Dexter ci insegna che rimangono sempre tracce di sangue.

4-  "Mario Rossi e altri 67 amici hanno partecipato all'evento": tu non c'eri perchè sei senza soldi ma a quanto pare è stata la festa dell'anno.
Reazione spontanea: tristezza e depressione seguite dalla più totale rassegnazione. Se ci fossi stato anche tu non sarebbe stato così divertente
Consiglio strategico: non ne ho mi dispiace.

3- L'amica di tua sorella minore che a settimane alterne è una belieber o una directioner, pubblica uno stato in cui offre la sua verginità al suo idolo
Reazione spontanea: espianto del cervello e impianto del cervello di un bonobo. Almeno il bonobo non fa discriminazioni e la propria verginità la offre a tutti.
Consiglio strategico: oltre alle raccomandazioni sul sangue di cui sopra ti consiglio di fare una piccola preghierina di ringraziamento. La ragazzina che ha scritto il post almeno non è tua sorella. Se lo è, sono sicuro che nello zoo di Colonia c'è un bonobo. Ma non saprei dire riguardo al sesso.

2- "Maria Rossi si trova presso Caraibi" 27 dicembre 2012, ore 18.15: incommensurabile l'invidia che ti dilania perchè fuori dalla finestra ci sono 7 gradi sotto lo zero e se sei un povero padano c'è anche la nebbia.
Reazione spontanea: insulti. Alcuni sono belli pesanti perchè coinvolgono la famiglia che finanzia cotale vacanza
Consiglio strategico: se non puoi andare al mare vai in piscina! Ah no, siamo sottozero. Allora nasci ricco.

1- Il selfshot, con annessa citazione di imponente spessore morale, delle 23.30 del martedì sera "già sul letto" vestita e truccata come una lucciola. Labbra a becco d'anatra ed ecco la sentenza: "C'è un momento in cui devi decidere: o sei la principessa che aspetta di essere salvata, o sei la guerriera che si salva da sola".
Reazione spontanea: disprezzo. Di quello profondo. Perchè citare Fabio Volo o Nicholas Sparks non ti rendono una colta. E nemmeno Coco Chanel. Le immagini dicono di più delle parole. Se pubblichi una foto con le tette che tentano di balzare fuori dallo schermo, nemmeno se mi componi un sonetto riecheggiante il Dolce Stil Novo riesci a cambiare l'impressione che dai.
Consiglio strategico: va bene il disprezzo ma mai lamentarsi troppo. Un po' di tette non fanno mai schifo a nessuno.

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